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La Prof.ssa Ziviz sulla valutazione della “sofferenza” sta con la SIMLA

La Prof.ssa Ziviz sulla valutazione della “sofferenza” sta con la SIMLA

Nell’ambito delle polemiche si sono sviluppate sulle note sentenze di Cassazione in tema di danno patrimoniale ed in particolare sui temi quali “danno morale”, “danno dinamico – relazionale” e “sofferenza” (cfr .n. 901/2018 Pres. e rel. G. Travaglino, 7513/2018 – Pres. G.Travaglino e rel. M.Rossetti- n. 13770/2018 Pres. G.Travaglino e rel. A.Di Florio) in suo articolo su RIDARE del 30 ottobre us, dal titolo “Alla ricerca di uno statuto definitivo per il danno non patrimoniale” si pone in linea con lo statement della SIMLA nella valutazione della cosiddetta “sofferenza morale” affermando:

Un rilievo finale va riservato all’eventuale ruolo che può ricoprire il medico legale con riguardo all’accertamento del turbamento emotivo provocato dallo stato di invalidità (permanente o temporanea) della vittima. Va osservato che, in quanto soggetto deputato ad accertare sul piano scientifico la lesione dell’integrità psico-fisica come concretamente sofferta dalla vittima, il medico legale è in grado di fornire compiuti riscontri di carattere qualitativo utili per poter determinare l’ordine di grandezza dell’impatto emotivo che quel certo tipo di invalidità ha prodotto in capo a quella specifica persona. Si tratta, pertanto, di indicazioni delle quali il giudice dovrà tener conto all’atto della valutazione del danno non patrimoniale complessivamente inteso: per determinare, in particolare, se le compromissioni sofferenziali subite dalla vittima si spingano o meno oltre il limite della quota standard compresa nel calcolo tabellare“.

La posizione della Prof.ssa Ziviz si differenzia sostanzialmente da quella del Dott. Damiano Spera che ha interpretato in maniera negativa le decisioni di SIMLA in relazione all’argomento (cfr. Time out: il “decalogo” della Cassazione sul danno non patrimoniale e i recenti arresti della Medicina legale minano le sentenze di San Martino cfr RIDARE del 9 settembre) che chiama in causa SIMLA preoccupato di una possibile deriva dalle “unificanti” Sentenze di San Martino con possibili istanze di duplicazione del danno.

Il dibattito è aperto e SIMLA è qui per affrontarlo