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Ve la dò io la sofferenza: quesito di Milano vs medicina-legale

Come era già stato annunziato sul sito (VEDI) l’Osservatorio per la Giustizia Civile del Tribunale di Milano, ha abolito dal suo quesito ai CTU, che era in vigore dal 2013, la richiesta di quantificare, in una scala da 1 a 5, la sofferenza psico-fisica.

A fronte di tale decisione il sottoscritto, come membro del gruppo 9 che si occupava proprio della nuova stesura del quesito, ha fatto pervenire ai membri dell’Osservatorio e al Dott. Damiano Spera, il Magistrato, che, come molti sanno ne è il coordinatore, una missiva che si pubblica qui.

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Mi pare interessante farvela pervenire perché traccia una storia del tentativo dei medici-legali milanesi e della SIMLA di imporre quello che la Società Scientifica ha colto come bisogno un fondamentale. Ovvero il tentativo di offrire un contributo alla quantificazione della “sofferenza” e della “personalizzazione” nella liquidazione del danno non patrimoniale di interesse clinico elaborando a Padova il documento di consenso sul tema.

Questo sarà anche l’argomento che alcuni rappresentanti  di SIMLA (il Prof. Montisci e i Dott.i Pedoja e Di Mauro) andranno a discutere con i rappresentanti degli Osservatori per la Giustizia Civile di tutta Italia, che si riuniscono in assemblea il prossimo il 7, 8 e 9 giugno prossimi a Reggio Calabria.

Ci si augura che qualcuno sia in grado, in quella occasione, di ascoltare la voce di SIMLA, che, in ogni caso, continuerà a portare avanti quella che è una frontiera nuova del contributo medico-legale alla valutazione e liquidazione del danno a persona.