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Rapporto GIMBE: SSN in crisi e vicino al collasso

E’ uscito con notevole clamore il  rapporto GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) sullo stato del SSN che mette in luce una situazione di crisi acutissima dello stesso descrivendolo come vicino al collasso.

GIMBE: salviamo il SSN

Il rapporto fa parte di una specifica iniziativa di GIMBE (“Salviamo il SSN”) che ogni anno – siamo alla 4° edizione – affronta, con un rapporto basato su evidenze scientifiche, la situazione del Servizio Sanitario Nazionale individuando le criticità e proponendo miglioramenti.

Nella conferenza stampa tenuta a Roma dal Presidente del GIMBE Dott. Nino Cartabellotta, nella quale il rapporto è stato recentemente presentato, lo stesso ha dichiarato senza mezzi termini:

Troppi Lea garantiti solo sulla carta, sprechi, inefficienze e chiari segnali di privatizzazione rendono infausta la prognosi del Servizio Sanitario Nazionale. Senza un adeguato rilancio il disastro sanitario, sociale ed economico è dietro l’angolo, ma negli ultimi 10 anni nessun esecutivo ha avuto il coraggio di mettere la sanità pubblica al centro dell’agenda politica, né i cittadini sono mai scesi in piazza per difendere un fondamentale diritto costituzionale” (Fonte Corriere Sanità).

I dati del rapporto

Il rapporto ci sembra interessante per tutti i medici legali che, sia per motivi professionali, sia in qualità di operatori dello stesso SSN, ma anche come cittadini di questo Paese, vogliano approfondire questa tematica. Ovvero quella della conservazione e preservazione di uno strumento che è il pilastro dell’art. 39 della Costituzione ovvero quel “diritto alla salute” che è anche uno dei fondamenti di molto del nostro lavoro quotidiano.

Vi alleghiamo dunque

Il rapporto in forma completa

Il rapporto in forma di executive summary

Le slide proiettate durante la presentazione

Qualche riflessione per medici legali e non

Per la politica è ora di risposte

E’ chiaro che la conservazione del SSN poggia su concetti ispirati ad una visione, nella quale, l’intervento dello Stato con funzione sociale era un comune sentire della politica e della società.

E’ ancora vero oggi ? Forse no.

Ma certamente la politica (tutta) deve dare al più presto segnali sulle strade da percorrere. Tutti (cittadini e operatori sanitari), infatti, ne devono essere informati in modo che possano operare delle scelte consapevoli per quanto riguarda la conduzione del Paese per questa che è un’urgenza vera.

Malpractice –  medicina difensiva: quali numeri

Di specifico interesse medico-legale, come gravame sul SSN, ci sarebbero i costi relativi al pagamento di risarcimenti per sinistri collegati a malpractice medica (comprensivi, ovviamente, di spese estranee allo stesso risarcimento ad esempio quelle legali).

Nel rapporto non compaiono, forse per insufficiente approfondimento del rapporto (mi par strano).

O forse ancora perché le aziende sanitarie le rendicontano in maniera diversa (possibile).

Sta di fatto che i costi per l’ “overtreatment” o “overuse” sono stati stimati in 6,5 miliardi di €.

In questa categoria ci dovrebbero essere quelli della cosiddetta “medicina difensiva” (da alcuni – dichiarazioni Presidente AOCOI Marini Fonte Sole 24Ore – stimati in 12 miliardi di € ?) conseguenti al timore dei medici connessi ai possibili contenzioso.

A parte la non corrispondenza delle cifre, se si vanno a leggere gli esempi portati nel rapporto GIMBE (ad esempio: farmaci: antibiotici nelle infezioni virali delle vie respiratorie, inibitori della pompa protonica in soggetti con dispepsia non ulcerosa, chemioterapia in pazienti terminali, screening: carcinoma tiroide ecc…vedi pag. 100 del rapporto), in realtà, le pratiche sanitarie sotto tiro sembrerebbero più legate a questioni connesse o a una scorretta gestione dei DRG (classificazioni diagnostiche con cui si procede al rimborso da parte del SSN alle diverse Aziende Ospedaliere) o, ancora, all’applicazione in modo errato di principi clinico – scientifici.

Questo rapporto GIMBE sulla crisi del SSN, magari contestabile, ci fornisce, comunque, motivi per dibattere su un argomento che è certamente centrale per il Paese.