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Sicurezza del paziente. L’esperienza del John Hopkins Medicine

La sicurezza del paziente sta diventando una parte importante anche della cultura medico-legale legata com’è allo studio e alla prevenzione degli errori in medicina.

E’ chiaro che da quando fu pubblicato, ormai 20 anni or sono, il testo “To err is human” – di cui molti parlano senza averlo letto e quindi diamo qui la possibilità di SCARICARLO – molta acqua è passata sotto i ponti.

Recenti articoli, anche se fortemente contestati, pubblicati però su qualificatissime riviste (M.A. Makary, M. Daniel. Medical Error -The Third Leading Cause of Death in the U.S., BMJ, 353 (2016): i2489) hanno quantificato in 25100 i morti negli USA per errori medici. Gli errori medici rappresenterebbero quindi la terza causa di morte negli Stati Uniti.

 

In una grande università medica americana, la Johns Hopkins School of Medicine, il tema della prevenzione dell’errore medico e la cura del paziente è diventata una priorità nella pratica e nella ricerca.

Dalla Johns Hopkins University (VISITA IL SITO), che si trova a Baltimora nello stato americano del Maryland, fondata nel 1876, dal magnate Johns Hopkins con un lascito di 7 milioni di dollari, figliò la John Hopkins School of Medicine (VISITA IL SITO) riferimento dell’Ospedale dallo stesso nome (VISITA IL SITO). Qui si formò il primo modello educativo medico basato sulla esperienza diretta sul campo ospedaliero e laboratoristico degli studenti in medicina-

 

Le immagini, si dice, contano, a volte, più delle parole. Vi forniamo questo filmato dell’Ospedale Johns Hopkins  (tra i moltissimi reperibili sul web relativi ad esso) che l’importante istituzione americana ha immesso sul suo sito per esibire i suoi più recenti miglioramenti.

Vi proponiamo, più sotto, la traduzione di un documento che individua gli scopi e altre notizie, dei programmi scientifici e sociali intrapresi dal John Hopkins Medicine sul tema della sicurezza delle cure.


Quindici pietre miliari per la sicurezza del paziente

Nel novembre 1999, l’Institute of Medicine ha pubblicato “To Err is Human”, un rapporto che stimava che tra 44.000 e 98.000 americani muoiono ogni anno negli ospedali per errori medici.
Nel 2001, due di questi errori si sono verificati al Johns Hopkins Medicine. Il diciottenne Josie King morì il 22 febbraio di sepsi per un’infezione del sangue. Quattro mesi dopo, Ellen Roche morì dopo aver partecipato a uno studio sull’asma.

Questi eventi avrebbero cambiato per sempre il Johns Hopkins Medicine.

1. “Mi dispiace tanto.”

Con il supporto della leadership del Johns Hopkins, il Direttore del Centro per Bambini del Johns Hopkins, George Dover, si scusò con i genitori di Josie King  e riconobbe come prevenibili gli errori medici che l’avevano portata alla morte. I genitori impiegarono il denaro derivato dal risarcimento per la morte della loro bambina  per finanziare programmi di sicurezza del paziente presso la Johns Hopkins.

 

2. Sicurezza come priorità assoluta

Il “Centro per l’Innovazione dell’Assistenza al Paziente” viene creata con donazioni di 500.000 $ ciascuno da parte della The Johns Hopkins University, dell’Ospedale Johns Hopkins  e della Scuola di Medicina. Richard “Chip” Davis diventa direttore generale, e Peter Pronovost è nominato direttore medico.

 

3. Migliore supervisione della ricerca

Johns Hopkins revisiona la i protocolli del suo Sistema Istituzionale di Board Review (IRB) dopo di Ellen Roche e un temporaneo arresto da parte del governo federale  di tutti i protocolli di ricerca. Tutte le proposte e i loro progressi sono stati attentamente esaminati. Nel caso di reazioni avverse su di un volontario sono richiesti piani di intervento. Un sistema di cartelle cliniche elettroniche migliora anche la sicurezza del paziente garantendo che i medici abbiano accesso ai dati di ricerca che risultino rilevanti per la cura del paziente.

 

4. La scienza della sicurezza

Gli esperti sicurezza del Johns Hopkins applicano il rigore scientifico per comprendere e prevenire gli errori medici. Questi cominciano a testare possibili interventi, portano i risultati della ricerca nella pratica e diffondono, a livello mondiale, protocolli per le strutture ospedaliere.

5. Le check list

 

Pronovost distilla le 120 pagine di informazioni dai Centri per il Controllo e per la Prevenzione delle Malattie, in una check list in cinque passaggi per la prevenzione delle “infezioni per via ematica da cateteri centrali” (CLABSI). La checklist aiuta a ridurre le CLABSI nelle unità di terapia intensiva dell’80% a livello nazionale.

 

6. Cambiare la cultura un’unità alla volta

Il “Programma di Sicurezza Complessiva basata sull’Unità”  (CUSP) crea una cultura di responsabilità, fornendo al personale in prima linea conoscenza e supporto per affrontare i rischi per la sicurezza, rappresentati  dalle cadute dei pazienti e dagli errori terapeutici. Più di 170 CUSP vengono attivati in ​​tutto il sistema sanitario e il concetto è adattato negli ospedali di tutto il mondo

 

7. Una Workforce per la sicurezza del paziente

Soggetti che si occupano specificatamente della sicurezza del paziente vengono assunti per sviluppare programmi di intervento e protocolli di risposta rapida. Con un nuovo tipo di formazione e di programmi di orientamento, infermieri, ingegneri e risk manager vengono messi a capo del sistema di sicurezza dei pazienti.

8. Parlare chiaramente e diffondere

 

Johns Hopkins implementa un sistema di segnalazione degli incidenti per comprendere meglio gli errori medici e come prevenirli. Unità di lavoro diffondono sondaggi sulla cultura della sicurezza per evidenziare successi e aree di miglioramento.

9. La cura delle vittime “secondarie” La resilienza nello stress

Il programma “Resilienza agli Eventi Stressanti” (RISE) prevede un pronto soccorso psicologico alle “vittime secondarie “, ovvero al personale sanitario che sperimenta stress e rimorso a causa dei risultati avversi sui pazienti derivati dal loro operato.

10. Pazienti come partner

Il Centro per Bambini Johns Hopkins crea la” Consulenza per la Famiglia dei Pazienti in Età Pediatrica” che vedono presenti, nel Consiglio Direttivo, i genitori insieme ai membri dello staff medico. Simili consigli direttivi sono ora attivi in ​​tutti gli Ospedali Johns Hopkins, ma anche in gruppi di medici di comunità e nei gruppi di assistenza domiciliare.

 

 

 

11. Costruire un forte infrastruttura

Nel 2011, Johns Hopkins crea “l’Istituto per la Sicurezza dei Pazienti e per la Qualità” con una donazione di $ 10 milioni da parte C. Michael Armstrong, Presidente della Commissione Fiduciari del Johns Hopkins Medicine dal 2005 al 2013.

Nel filmato che trovate qui sotto, lo stesso Mike Amstrong racconta il perché del suo intervento come benefattore. Lui stesso era rimasto vittima di un errore sanitario essendogli stata diagnosticata con grave ritardo una forma leucemica che lo costrinse ad un’assai pesante chemioterapia. Mentre era in una condizione di notevole immunodepressione, venne colpito da una violenta forma settica mentre si trovava a Los Angeles. Non trovando alcuna ambulanza per trasportarlo in ospedale in quanto la città era devastata dalla rivolta suscitata dal pestaggio da parte della polizia di Rodney King, egli fu costretto ad un fortunoso viaggio verso il centro di cura attraverso la città devastata. La preoccupazione che simili fatti potessero ripetersi, lo indusse a promuovere la sua donazione.

12. Condivisione dei successi

L’Istituto Armstrong combina una rigorosa ricerca incentrata sulla sicurezza del paziente  con sistemi operativi interessanti l’intero  sistema sanitario per creare e distribuire programmi e misurazioni di pratiche per la sicurezza per quantificare gli effetti delle “best practice”. Dal 2015, tutti e sei gli ospedali Johns Hopkins sono riconosciuti a livello nazionale per l’elevata qualità delle cure e i programmi della Johns Hopkins con le loro misure di sicurezza sono adottati in tutto il mondo.

13. Sicurezza durante crisi mondiali

L’Istituto Armstrong sviluppa una formazione basata sul Web di un programma, approvato dal governo, per educare gli operatori sanitari alle procedure di sicurezza durante le epidemie causate da malattie infettive.

14. Aiutare i pazienti a prendere decisioni “informate”

 

La Johns Hopkins ha creato un risorsa intuitiva per aiutare i pazienti e loro familiari nel comprendere e confrontare la qualità e la sicurezza delle cure in tutta l’istituzione.

 

 

15. Progettazione di sistemi sicuri

I dirigenti dell’Istituto Armstrong collaborano con gli ingegneri della Johns Hopkins per sviluppare il progetto “Emerge”, un’applicazione per  tablet che aiuta i medici a ridurre i danni prevenibili. Microsoft sta lavorando con l’Istituto Armstrong per portare il progetto “Emerge” nelle unità di terapia intensiva di tutto il paese.

 

 

QUI POTETE SCARICARE IL DOCUMENTO ORIGINALE


La carta dei diritti e dei doveri del paziente del Johns Hopkins Medicine

Un altro esempio della centralità del ruolo del paziente nella filosofia del Johns Hopkins Medicine, che vorremmo portare alla Vostra attenzione, è l’elenco dei diritti e delle responsabilità del paziente che si trova all’interno del Manuale per il Paziente che viene distribuita ad ogni ricoverato. La pubblicazione è molto interessante come forma di comunicazione tra l’istituzione e il paziente.

QUI POTETE SCARICARE IL MANUALE

Diritti e responsabilità del paziente

Tu o chi tu designi avete il diritto di

  1. Ricevere cure efficaci, rispettose e compassionevoli.
  2. Che un tuo famigliare o amico e che il tuo medico di fiducia siano avvisati quando vieni ricoverato.
  3. Essere assistiti in un ambiente sicuro, libero da abusi (verbali, mentali, fisici o sessuali) e negligenza .
  4. Conoscere i nomi e i ruoli del tuo team sanitario.
  5. Che la tua cultura e i tuoi valori personali, credenze e desideri siano rispettati.
  6. Essere trattati senza discriminazioni basati sulla razza, colore, nazionalità, origine, età, genere, orientamento sessuale, identità di genere o espressione, disabilità fisica o mentale, religione, etnia o linguaggio.
  7. Ricevere un elenco di servizi protettivi e di difesa, se necessario. Questi servizi aiutano alcuni pazienti (ad es. bambini, anziani, disabili) ad esercitare i loro diritti e a proteggerli da abusi e trascuratezze.
  8. Chiedere un preventivo delle spese prima che ti sia fornita assistenza.
  9. Ottenere informazioni in un modo che tu le possa comprendere. Questo include che ti siano messi a disposizione interpreti se sei di lingua straniera, nonché ti vengano forniti apparecchi vocali e acustici gratuitamente.
  10. Ottenere informazioni dal tuo medico / infermiere su: la tua diagnosi, i risultati dei test, i risultati delle cure, i risultati imprevisti dell’assistenza.
  11. Partecipare al tuo piano di cure e assistenza.
  12. Coinvolgere la tua famiglia nelle decisioni sull’assistenza.
  13. Porre domande e ottenere una risposta tempestiva alle tue domande o richieste.
  14. Far valutare e affrontare il dolore che provi.
  15. Rifiutare le cure.
  16. Avere qualcuno con te che ti garantisca supporto emotivo, a meno che quella persona interferisca con i tuoi diritti, la sicurezza o la salute di te o di altri.
  17. Chiedere che un accompagnatore possa essere con te durante gli esami, i test o le procedure cliniche.
  18. Scegliere la persona di supporto e i visitatori e cambiare idea su chi può venirti a trovare.
  19. Selezionare qualcuno per prendere decisioni sanitarie per te se, in alcuni momenti, non sei grado di prendere tali decisioni.
  20. Concedere l’autorizzazione (consenso informato) prima di qualsiasi procedura assistenziale non di emergenza per quelle che richiedono il consenso informato, tra cui: rischi e benefici del trattamento, alternative a quel trattamento, rischi e benefici di tali alternative.
  21. Accettare o rifiutare di far parte di uno studio di ricerca senza che questo influisca sulle tue cure.
  22. Accettare o rifiutare di autorizzare di diffondere indagini di “imaging” o tue immagini  per scopi diversi dalle tue cure.
  23. Privacy e trattamento riservato e di comunicazione sulle tue cure.
  24. Di ricevere una copia dell’Informativa sulla privacy HIPAA.
  25. Reclamare e far esaminare il tuo reclamo, senza che questo influisca sull’erogazione delle tue cure. Se hai un problema o vuoi presentare reclamo, puoi parlare con il tuo medico, un funzionario amministrativo, un infermiere o un responsabile di reparto.
    Per eventuali reclami o dubbi si prega di contattare:
    • Medici della comunità Johns Hopkins (JHCP): 410-735-4093
    jhcpfeedback@jhmi.edu
    • School of Medicine (SOM): JHUpracticefeedback@jhmi.edu

Hai la responsabilità di:

  1. Fornire informazioni accurate e complete su salute, indirizzo, numero di telefono, data di nascita, compagnia assicurativa e datore di lavoro.
  2. Informarci se non riesci a essere presente ad un appuntamento da te fissato.
  3. Essere rispettoso nei confronti del tuo team sanitario, dei medici, infermieri e tecnici, delle persone che consegnano i tuoi pasti e del personale addetto alle pulizie.
  4. Prestare attenzione al linguaggio e alla condotta nei confronti degli altri ricoverati e delle loro proprietà, includendo in questo la consapevolezza dei livelli di rumore, della privacy e del numero di quelli che ti vengono a visitare.
  5. Controllare il tuo comportamento anche se ti senti arrabbiato.
  6. Fornirci una copia delle tue direttive anticipate.
  7. Porre domande se c’è qualcosa che non capisci.
  8. Segnalare cambiamenti inattesi nella tua salute.

QUI PUOI SCARICARE IL DOCUMENTO ORIGINALE


Qualche riflessione

Ci è sembrato interessante proporre queste informazioni per mostrare come un sistema di sicurezza delle cure possa essere considerato un punto d’orgoglio di una grande istituzione ospedaliera.

La legge Gelli Bianco: una occasione sprecata

La Legge Gelli Bianco si è per la prima volta interessata della sicurezza delle cure per ridurre gli eventi avversi ma l’impressione generale che gli investimenti, sia finanziari che, soprattutto, di impatto etico non siano stati, almeno fino ad ora, adeguatamente messi in opera.

I protagonisti del contenzioso, come noi medici legali, sanno bene che le cose non stanno funzionando come dovrebbero neanche sulla spinta di un sistema legislativo partito con buoni propositi.

Sempre di più pare si stiano formando partiti contrapposti e il distacco tra operatori sanitari, frequentemente vessati nei loro diritti di lavoratori e operatori della salute e scarsamente consapevoli, peraltro, dei diritti dei pazienti, e i cittadini pronti a reclamare costantemente diritti e, altrettanto spesso, inconsapevoli della fortuna di vivere in un Paese ancora dotato di un Sistema Sanitario straordinariamente competitivo per efficienza e cultura.

Il dovere dei medici-legali

Il sistema giudiziario, risulta sempre più orientato all’escalation di un “Tort System” ove entrambe le parti si scambiano colpi, che, frequentemente, non sono legati ad alcun rispetto per un metodo scientifico accurato e rispettoso di elementi clinici accertati e confermati dal sapere medico.

Spesso, noi medici legali, ci troviamo ad operare su diversi fronti, compreso quelli di “giudici” nell’immensità del problema dell’errore in sanità. Ci dovremmo, però, ricordare che l’obbiettivo sociale, a cui, anche, siamo chiamati, è quello della ricerca di soluzioni migliori per il personale sanitario, per le aziende della salute e per i pazienti, attraverso programmi di prevenzione e di riconoscimento di diritti e responsabilità, concretamente suddivisi tra tutti gli attori di questo che potremmo anche chiamare “dramma”, connesso alla mancanza di processi adeguati relativamente alla sicurezza delle cure.

Si spera, dunque, che queste informazioni, che vi abbiamo fornito, diventino fonte di meditazione sul grande problema della sicurezza delle cure, di cui, comunque, il riscontro giudiziario, di cui molti di noi sono protagonisti, rappresenta un aspetto importante.