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IVASS: statistiche medmal 2010-2018. Avanti con lentezza

Pubblichiamo il recente bollettino statistico IVASS (Istituto per la vigilanza delle assicurazioni) relativo alle statistiche IVASS rilevate sui rischi medmal negli anni compresi dal 2010 al 2018.

La pubblicazione, che viene riproposta ogni anno, ci dà un quadro piuttosto preciso, soprattutto, su dati squisitamente assicurativi.

Si parla quindi di premi, di compagnie coinvolte (estere e nazionali), del fenomeno dell’autoritenzione, dell’entità delle riserve, degli accantonamenti effettuati e della velocità della liquidazione.

Ecco in sintesi quanto risulta dalle statistiche IVASS in relazione ai casi medmal:

Salgono i premi e la quota di mercato delle Imprese italiane

  • I premi raccolti per i rischi da r.c. sanitaria ammontano nel 2018 a 612 milioni di euro, in crescita rispetto al 2017 (+3,7%); la crescita è trainata dall’aumento delle coperture dei rischi delle strutture private e del personale sanitario.
  • Per le strutture pubbliche, alla lieve flessione dei premi raccolti (265 milioni, –2,9% rispetto al 2017) si accompagna quella del numero di unità di rischio assicurate (581 contro le 751 dell’anno precedente), secondo le direttrici di un trend pluriennale.
  •  La raccolta premi presso le strutture pubbliche e private da parte delle imprese italiane, anche se molto inferiore a quella delle imprese estere, è in crescita (103 milioni di premi, contro 81 dell’anno precedente).
  • Le imprese italiane raccolgono il 70% dei premi relativi ai rischi del personale sanitario, quota in lieve flessione rispetto al 2017 (quando valeva 75,9%).

Continuano a scendere le denunce di sinistro, il medico paga, in media, 1000 € di premio all’anno e la velocità di liquidazione dei sinistri è bassissima

  • Permane l’elevata concentrazione del settore. Le 5 maggiori imprese che raccolgono rispettivamente il 93,5%, l’82,1% e il 64,7% dei premi delle strutture pubbliche, private e del personale sanitario.
  • Un medico paga mediamente un premio di 1.000 euro, pari a cinque volte e mezzo quello medio del personale sanitario non medico.
  • Le imprese assicurative hanno ricevuto nel 2018 17.262 denunce, dato inferiore rispetto al 2017 (–9,7%) e in costante flessione dal 2012.
  • Oltre la metà delle denunce pervenute prima del 2017 risulta privo di seguito.
  • Le imprese risarciscono lentamente i sinistri: solo il 7,5% di quelli denunciati nel corso del 2018 risulta essere stato liquidato. Questo anche per effetto dell’elevato ricorso al contenzioso, che interessa un sinistro su quattro.

Nelle strutture pubbliche il costo medio del sinistro è di 60mila €, le polizze non rendono e continua a crescere l’autoritenzione del rischio

  • Per le denunce del 2010 nei confronti delle strutture pubbliche alla fine del 2018, i risarcimenti medi ammontavano a 59.876 euro. Per quelli ancora a riserva alla fine dello stesso anno risultano accantonati in media 103.160 euro. Ciò conferma la caratteristica della lunghezza del processo liquidativo. Contribuisce al suddetto fenomeno, oltre alla complessità degli accantonamenti dei sinistri più gravi, anche la lentezza del contenzioso.
  • L’assicurazione delle strutture sanitarie ha una redditività tecnica negativa.
  • Continua a crescere l’utilizzo dell’auto-ritenzione del rischio delle strutture sanitarie pubbliche, con accantonamenti a tale scopo pari a 592 milioni nel 2017, oltre il doppio dei premi pagati per l’assicurazione tradizionale.

Qualche altro delle statistiche IVASS medmal dato merita una particolare menzione per sottolineare alcune problematiche:

Gli accantonamenti di fondi per fronteggiare i costi dei sinistri effettuati nel corso del 2017 ammontavano a 592,4 milioni (+16% rispetto al 2016), mentre l’ammontare dei fondi di copertura a fine del 2017 era pari a 1.952,3 milioni (in crescita del 25,2% rispetto all’anno precedente).

Per quanto riguarda la velocità di liquidazione dei sinistri, le strutture pubbliche, hanno definito nel 2018 solo il 3,9% delle denunce di sinistri con seguito pervenute nell’anno (4,6% nel 2017) Per le strutture private, le due percentuali ammontano al 16,5% per il 2018 e al 16,1% per il 2017, mentre sono rispettivamente pari al 6,0% e al 5,0% per il personale sanitario.

Questi dati, ancora una volta, non possono che far meditare in merito all’entità del problema RC sanitaria. Peraltro, allo stato, non si vedono miglioramenti della situazione dopo la Legge Gelli ma forse è troppo presto per esprimere un giudizio.

Non si può, infine, non sottolineare l’importanza di un corretto operare da parte dei medici legali che sono protagonisti e arbitri di tutta questa enorme casistica.

Qui sotto trovate, invece, il link della pagina IVAS dove potete anche scaricare le tabelle allegate al bollettino.