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Consulta e 580 CP: dopo la difficile decisione ecco la sentenza

Riunitasi come disposto il 24-9, il giorno successivo la Consulta ha preso la sua decisione dichiarando la parziale incostituzionalità dell’art. 580 CP (Aiuto o istigazione al suicidio).

Qui potete scaricare il comunicato stampa che è stato inviato dagli Uffici della Corte Costituzionale che documenta, in sintesi, la decisione della Consulta. Rimaniamo, naturalmente, in attesa in attesa delle motivazioni della sentenza che vi forniremo appena questa sarà disponibile.

La decisione della Consulta in due parole

Nella sua decisione la Consulta si è espressa decretando la non punibilità “ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

La Consulta ha naturalmente invitato nuovamente il Parlamento a legiferare urgentemente.

Ha inoltre subordinato la non punibilità al rispetto delle norme – con particolare riferimento agli articoli 1 e 2 – contenute nella Legge 219/17 (Consenso informato e DAT) scaricabile qui.

Per i casi pregressi alla sentenza, deciderà il Giudice che dovrà tenere presente, però, la sussistenza di condizioni quali quelle elencate dalla Corte.

Qui sotto trovate il comunicato stampa diramato da SIMLA e già ripreso dall’ADN Kronos sulla decisione della Consulta

EUTANASIA: MEDICI LEGALI SIMLA, BISOGNA AIUTARE CHI DECIDERA’


Roma, 26 set. (AdnKronos Salute) – La Consulta si è espressa. Ma i medici legali avvisano: “Bisogna aiutare chi deciderà”. A dirlo sono i medici legali della SIMLA Società Italiana Medicina Legale e delle Assicurazioni. La Corte infatti ha posto paletti, solo apparentemente precisi, determinando le condizioni di depenalizzazione per chi aiuta il malato nel realizzare la propria determinazione a terminare la sua esistenza. Ma lo ha fatto in termini giuridici. Cosa vuol dire la Corte, se si utilizzasse un linguaggio medico e non legale, quando usa termini come ‘patologia irreversibile’ (quali? in termini prognostici?) o ‘sostegno vitale’ (con quali macchine o con quale procedura terapeutica?) o ‘pienamente capace’ di decidere (è possibile una reale autodeterminazione se il paziente ha una patologia psichica associata?).

La nostra esperienza di medici-legali a servizio di Istituzioni, Cittadini e Medici

Non possiamo che offrire l’esperienza dottrinale e professionale della medicina legale italiana rappresentata dalla Simla, che si mette a disposizione del Parlamento e dei cittadini per costruire una legge, ormai indispensabile, che offra a tutti, e pensiamo soprattutto ai colleghi medici che saranno chiamati a certificare le condizioni del paziente, garanzie di diritti, obblighi e binari di operatività il più precisi possibili su un tema che non interessa solo il diritto e i diritti ma che va pesantemente a impattare su tutto il sistema sanitario del Paese”.

Qui trovate l’articolo pubblicato su Doctor33 relativo al nostro comunicato stampa

La sentenza pubblicata

Il 22 novembre 2019, la sentenza della consulta è stata pubblicata e qui sotto potete leggerla e scaricarla.