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Autopsie SARS-CoV-2: le “regole” dell’ISS

Il 23 marzo l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato la “Procedura per l’esecuzione di riscontri diagnostici in pazienti deceduti con infezione da SARS-CoV-2“. Si tratta, quindi, di un protocollo istituzionale che dovrebbe regolare l’effettuazione delle autopsie.

Il documento

Il documento si esprime sui seguenti argomenti:

  1. Dove eseguire le autopsie
  2. Autopsia nella pratica clinica
  3. Sicurezza e salute
  4. Panoramica sull’esame autoptico
  5. Report dell’esame autoptico: standard minimo e dataset

Le sale anatomiche adeguate

Si sottolinea che il documento, in relazione alle misure di sicurezza del luogo ove la necroscopia viene eseguita, si riferisce a “strutture che garantiscano standard di sicurezza BSL3 anche spostando le salme“.

Si aggiunge poi che: “nei ca􏰁si di 􏰆pazienti decedut􏰄􏰂i in 􏰅􏰁􏰆ospedali che NON gar􏰈ant􏰂i􏰁scano􏰅 􏰁􏰂standar􏰈d di sicurezza (BSL3) 􏰕 􏰕è necessario utilizzare sale settorie idonee alla gestione di procedure autoptiche per pazienti infettivi, anche spostando la salma presso una struttura esterna con i requisiti adeguati”.

Altro passo importante è il seguente:

Nel caso􏰁􏰅 fosse difficile 􏰆per motivi logistici e di tempo – lontananza del luogo del decesso dall’Ospedale in cui si può eseguire l’autopsia e difficoltà a provvedere ad un trasporto celere – come raccomandato dai CDC statunitensi – è possibile eseguire un tampone orofaringeo, esami bioptici a cielo chiuso del polmone e raccogliere i liquidi biologici eventualmente a disposizione nell’immediata fase pre-mortale“.

Le difficoltà per i medici legali

E’ oggettivo, dunque, che l’effettuazione attuale degli accertamenti autoptici in questi pazienti sia di grande difficoltà. Mancano, infatti, nella maggior parte dei casi, strutture adeguate (BSL3) per la loro esecuzione.

Va sottolineato che il documento dell’ISS, estenda le procedure anche in caso di pazienti sospetti di aver contratto l’infezione (cosiddetti PUI – Patient Under Investigation) in cui si preveda l’effettuazione dell’autopsia anche per motivi medico-legali. Persino nei soggetti che, apparentemente non presentino infezioni da SARS-CoV-2, viene raccomandata l’esecuzione del tampone orofaringeo con risultati che devono pervenire entro le 24 ore del decesso

E’ evidente che il documento ha carattere di ufficialità provenendo da livello istituzionale primario (ISS). Dunque, anche le autopsie giudiziarie dovrebbero essere eseguite soltanto in ambienti con alto livello di garanzia per quanto riguarda gli standard di sicurezza (BSL3) e previa l’esecuzione di tampone oro-faringeo. E’ inutile dire che, di conseguenza, le difficoltà “logistiche”, anche nell’espletamento di autopsie giudiziarie, aumentino in modo importante.

Qui potete scaricare il documento in forma completa

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