La Rivista Italiana di Medicina Legale
Numero 1 / 2025
In questo numero
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Dalla violenza domestica al femminicidio: quali strategie?
di Rossana Cecchi, Anna Laura SantunioneLa violenza contro le donne rappresenta una piaga globale in continua crescita. Negli ultimi anni si è progressivamente accresciuta la consapevolezza circa tale fenomeno e l’attenzione si è focalizzata su aspetti sociologici, sanitari e giuridici con l’obiettivo di individuare fattori di rischio che consentano di agire in un’ottica di prevenzione. Le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Comunità Europea hanno espresso posizioni forti in tal senso. In Italia alle normative nazionali sono conseguite normative regionali che vedono il coinvolgimento sinergico di tutte le istituzionali locali, tra cui le aziende ospedaliere, i servizi sociali, i centri antiviolenza, le case rifugio, nella tutela delle vittime. In questo contesto il medico legale ha un ruolo fondamentale nell’identificazione e nella documentazione della violenza subita dalle donne. Tuttavia il suo compito non deve limitarsi ad una mera registrazione di dati. L’incontro tra il medico legale e la donna vittima di violenza costituisce l’occasione per raccogliere dalla vittima il racconto di quanto accaduto e per indagare eventuali precedenti atti di violenza, in una sorta di anamnesi medico-legale, ma costituisce anche una preziosa opportunità di un confronto tra una persona che ha bisogno conoscere il significato medico della violenza subita e l’esperto in grado di fornirle informazioni scientificamente solide, portando alla sua attenzione quanto potrà ancora accadere, in una sorta di prognosi medico-legale. In quest’ottica la comunicazione tra la vittima e il medico legale diviene strumento di prevenzione e cura. Deve infatti favorire la riflessione nella vittima circa il fatto che non vedersi rispettata nelle proprie decisioni e scelte costituisce un elemento fondativo di un possibile reato, creando così le premesse per una sorta di terapia medico-legale della violenza.La medicina legale, abituata ad integrare due approcci distinti ma complementari – quello proattivo, volto a prevenire errori identificando e classificando i rischi, e quello reattivo, mirato alla ricostruzione degli eventi avversi per determinarne le cause – può rivelarsi di grande supporto ai ricercatori e al legislatore nell'integrazione sicura ed etica dell'IA. Il presente studio si propone di applicare la metodologia medico-legale utilizzata in ambito di responsabilità professionale medica, basata sulle Linee Guida dell'European Council of Legal Medicine (ECLM), per valutare casi di responsabilità professionali legate all'impiego dell'IA in medicina. I risultati sottolineano la necessità di un aggiornamento metodologico che permetta una valutazione rigorosa e condivisa del nesso causale in contesti di contenzioso medico-legale legati alle specificità dei sistemi di IA. La dissertazione intende promuovere una discussione metodologicamente fondata e stimolare il contri- buto della comunità scientifica per definire un modello robusto e riconosciuto, capace di supportare un'applicazione etica e responsabile dell'IA in sanità. -
Il reato di femminicidio: l’evoluzione della normativa italiana
di Raffaella Rinaldi, Davide Santovito, Lucio Di Mauro, Gianpietro Volonnino, Raffaele La Russa, Filippo Gibelli, Paola FratiIl reato di femminicidio rappresenta una delle criticità legislative più cogenti del panorama italiano e globale, stante un preoccupante aumento del fenomeno dal punto di vista statistico, cui si associano anche altri tipi di reati, definiti “reati sentinella”, la cui attuazione spesso rappresenta solo il preludio di eventi più tragici. La sensibilizzazione a tale tema è iniziata negli anni ’70 e, nel tempo, ha visto coinvolti sempre più organi internazionali, al fine di istituire campagne di educazione e prevenzione contro la violenza di genere. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito ad un aumento della violenza di genere nelle sue declinazioni più gravi, coinvolgendo anche soggetti di giovane età. Nel presente lavoro verrà eseguita un’analisi di tale fenomeno dal punto di vista legislativo, con un focus sul quadro italiano, che sulla scia dei cambiamenti culturali attraversati ha adattato, e sta adattando, la propria giurisprudenza al fine di porre un netto freno alla violenza di genere, mediante promulgazione di leggi ad hoc, nonché di campagne di educazione e sensibilizzazione. -
No women, no crime - donne che uccidono donne
di Isabella Merzagora, Paolo Bailo, Lorenza Pleuteri, Ilaria RossettoLa ricerca criminologica ha da tempo evidenziato come le donne commettano omicidi con una frequenza nettamente inferiore rispetto agli uomini. Ancora più raro e scarsamente studiato è il fenomeno delle donne che uccidono altre donne. Questo studio analizza gli omicidi volontari di donne perpetrati da donne nella città metropolitana di Milano e nei comuni limitrofi, avvalendosi di dati del settorato medico-legale milanese e di notizie di stampa. Nel periodo compreso tra il 1991 e il 2022, sono stati identificati solo 20 casi, nonostante un arco temporale di oltre tre decenni. Questa rarità pone una questione di ricerca fondamentale: perché questi casi sono così pochi? L’analisi suggerisce che la sovrapposizione di due dinamiche criminologiche – la minore propensione delle donne alla violenza letale e la loro minore probabilità di essere vittime di omicidio – gioca un ruolo determinante in questo fenomeno.Anche il confronto con i dati nazionali e internazionali evidenzia caratteristiche peculiari degli omicidi di donne contro donne. A differenza delle tendenze generali, questi casi raramente coinvolgono la criminalità organizzata o comune, presentano un utilizzo molto limitato di armi da fuoco e si verificano prevalente- mente in ambito domestico. Il dato più significativo riguarda la relazione tra vittima e carnefice: in ben il 40% dei casi si tratta di un rapporto madre-figlia o figlia-madre. Inoltre, sebbene le vittime di omicidio tendano generalmente a essere più giovani, in questo campione si rilevano tre vittime minorenni, un elemento insolito al di fuori della criminalità organizzata. Questi omicidi, infine, si discostano dalla definizione convenzionale di femminicidio e l’unico caso di omicidio del partner non rientra nei modelli tipici di violenza di genere e controllo coercitivo. In definitiva i dati disponibili suggeriscono che le donne non commettono femminicidi. -
La riforma in materia di disabilità: profili ricostruttivi e aspetti critici
di Francesco GaspariIl saggio analizza la recente riforma in materia di disabilità. In particolare, nella sua prima parte, lo scritto mette in evidenza i principali profili ricostruttivi della materia, muovendo dall’approccio tradizionale fino al decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. Nella seconda parte del contributo vengono passati in rassegna i principali aspetti di tale riforma, tra cui la nuova definizione di “condizione di disabilità”, la distinzione tra il procedimento di valutazione di base e il procedimento di valutazione multidimensionale, l’istituto del progetto di vita personalizzato e partecipato. -
Il trattamento di dati personali per l’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale in ambito medico: criticità del consenso e basi giuridiche alternative
di Virginia FuscoIl saggio esamina le criticità connesse all’utilizzo del consenso come base giuridica per la raccolta e il trattamento di dati personali funzionali allo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, individuando poi possibili basi giuridiche alternative. In particolare, il saggio si sofferma sulle condizioni di liceità alternative al consenso utilizzabili per il trattamento di dati personali per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale in ambito medico, e analizza la base giuridica che il legislatore italiano intende introdurre con l’articolo 8 del disegno di legge sull’intelligenza artificiale. -
Il rapporto eurispes sulla legge gelli: more we need more
di Matteo Bolcato, Cristoforo PomaraA seguito della pubblicazione del Rapporto Eurispes sull’analisi di 1380 relazioni di consulenza tecnica medico legale in sede di ATP eseguite presso il tribunale di Roma dopo l’emanazione della Legge Gelli, sono state effettuate considerazioni in ordine al contrasto della medicina difensiva e al principale obiettivo che la legge si prefiggeva ossia la sicurezza delle cure. Sebbene siano da registrare pregevoli miglioramenti nella determinazione dei “binari” della responsabilità professionale rispetto all’azienda ospedaliera e al professionista, essi non possono dirsi pienamente efficaci nel contrasto della medicina difensiva. Oltre a tale aspetto, i dati non consentono di indicare come raggiunto l’obiettivo più elevato in campo di sicurezza delle cure, a tale fine è necessaria l’implementazione di una aggiornata cultura del rischio clinico attraverso formazione adeguata e continua. -
Come (non) prevenire le infezioni correlate all’assistenza: una revisione di letteratura per esaminare le basi tecnico-scientifiche del terdeciscalogo della cassazione
di Gianluca N. Piras, Matilde Obici, Tommaso Berloco, Francesca R. Guarnaccia, Matteo Lippi, Marida Imbriani, Damiano Marchesini, Anna Maria Manta, Gianluca Montanari Vergallo, Costantino CiallellaLe infezioni correlate all’assistenza sono il nucleo di alcuni recenti pronunciamenti della Suprema Corte in termini di prevedibilità e di possibilità di prevenzione, tanto da aver emesso un terdeciscalogo che le strutture sanitarie tutte dovrebbero dimostrare di aver attuato per soddisfare l’onere della prova di una condotta non colposa, ovvero per ricondurre l’evento contestato al minimo irriducibile – quella parte di infezioni, cioè, non prevenibili a prescindere dagli sforzi compiuti. Per verificare se tale pronunciamento giudiziario fosse basato su evidenze di letteratura, si è quindi eseguita una ampia revisione, definibile come narrativa per la vastità degli argomenti trattati, e che ha esaminato, in origine, oltre 75.000 articoli, fino a considerarne oltre un centinaio. Si è deciso di ricomprendere solo le evidenze di norma correlate a livelli di qualità scientifica maggiori, come le meta-analisi, le revisioni sistematiche, e i randomized clinial trials. Con tutti i limiti metodologici del caso – non ultimo, l’impossibilità pratica di procedere a una pedissequa valutazione qualitativa delle prove raccolte – il confronto con la letteratura restituisce un’amara conclu- sione: i dettami della Suprema Corte sono, a oggi, irrealizzabili, ovvero non consentono di eradicare il fenomeno delle infezioni correlate all’assistenza, che rimangono, dunque, una problematica di salute con importanti ripercussioni sociali quanto economiche. Difatti, sebbene vi siano delle misure che consentono di ottenere una riduzione della prevalenza delle infezioni correlate all’assistenza, esse a oggi richiedono un enorme finanziamento da parte dello Stato per rivoluzionare finanche le fondamenta degli ospedali; d’altro canto, la loro realizzazione pratica non sembra comportare una riduzione della mortalità associata al medesimo fenomeno. -
Informazioni sui dispositivi medici e responsabilità del produttore
di Rachele SapigniNella pronuncia in esame viene analizzato il contenuto di informativa necessaria ad un corretto, sicuro ed informato utilizzo dei farmaci e dispositivi medici i quali, essendo dei prodotti dotati di intrinseca pericolosità, sono sottoposti alla disciplina speciale contenuta negli artt. 114 ss. cod. cons. Tale soluzione, tuttavia, solleva non pochi interrogativi in merito al giudizio di difettosità del prodotto medico – sanitario che impone di accertare la conformità del prodotto agli standard tecnici previsti dalle normative tecniche di settore e, successivamente, di valutare come il prodotto stesso ha “reagito” all’utilizzo da parte del consumatore. Con specifico riferimento a quest’ultimo profilo, assumono estrema rilevanza gli obblighi informativi in capo al produttore che, se adeguatamente assolti, consentono di escludere la responsabilità di quest’ultimo laddove si registri il concorso di colpa del danneggiato ex art. 1227 c.c., in caso di relativa sottovalutazione o abuso del farmaco. -
L’esercizio abusivo delle professioni sanitarie nelle recenti pronunce della cassazione
di Dalila Mara SchiròTraendo spunto dalle sentenze in epigrafe, lo scritto si sofferma sull’esercizio abusivo delle professioni sanitarie. Dopo una sintetica ricostruzione del quadro normativo di riferimento, lo sguardo è indirizzato alla variegata casistica giurisprudenziale in materia. -
Il fine vita: tra corte costituzionale e legge regionale toscana. La legge regionale toscana 14.03.2025, n. 16: profili di incostituzionalità
di Mauro RoncoLa legge regionale toscana 14.03.2025, n. 16 pretende di dare attuazione alle sentenze costituzionali sul fine vita. Tale asserto è privo di fondamento, poiché le sentenze della Corte n. 242/2019 e n. 135/2024 sono autoattuative sia quanto ai requisiti sostanziali che a quelli procedimentali, sì da perimetrare con esattezza la non punibilità di una ristretta serie di casi riconducibili materialmente all’art. 580 c.p. La legge toscana vìola il principio della competenza esclusiva dello Stato nelle materie concernenti l’ordinamento penale e civile, nonché la disciplina dei livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali. Neppure ricorre l’ipotesi di competenza concorrente tra Stato e Regioni, in assenza del presupposto previsto all’art. 117, co. 3, ultima parte. -
Tre momenti di parresia di fronte al fine-vita
di Massimo DoniniIn questo scritto vengono evidenziati alcuni momenti decisivi di verità sul fine-vita: la differenza fra l’eutanasia e l’aiuto a morire quale tipologia di casi che non sono né suicidio e né omicidio; la opportunità che chi scrive di bioetica palesi se le sue posizioni sono dettate da qualche politica della morale ispirata a fonti religiose o laiche divese dall’umana solidarietà: un outing che è al servizio della verità; l’importanza di privilegiare la fraternità, rispetto alla mera libertà, nel definire i casi di aiuto al suicidio, che vanno ben al di là di un atto di autonomia, essendo di regola momenti terribili di disperazione esistenziale. Il modello della compassione di Enea viene contrapposto all’hybris di Zarathustra. Chiude il quadro il pieno sostegno alla l. regionale n. 16/2025 (pubblicata nella Sezione “Osservatorio Normativo”).