Con grande tristezza comunico che il professor Luigi Palmieri ci ha lasciati.
Il professor Palmieri è stato uno dei protagonisti della scienza Medico Legale tra il secondo e terzo millennio. È stato Maestro di una generazione di medici legali riuscendo a trasmettere, non solo a chi ha avuto la fortuna di essere suo allievo all’Università di Camerino e alla Vanvitelli di Napoli, l’amore per la disciplina e il rispetto per i colleghi; rispetto che riteneva essere una delle maggiori, e forse imprescindibile, qualità caratterizzanti chi opera in ambito medico legale.
Il suo rapportarsi con i giovani allievi è sempre stato coinvolgente, andando ben oltre il mero rapporto docente discente; amava circondarsi di allievi che si inserivano in un “gruppo” al cui interno si poteva e doveva discutere e magari scontrarsi, il tutto sempre in un rapporto che non voleva gerarchico ma di fattivo confronto basato sull’importanza del dialogo, in una sorta di Scuola di Atene medico legale.
La persona al centro di tutto
Per lui la Persona era al centro di tutto e la Medicina Legale doveva essere, quale trait d’union tra bios e diritto, disciplina da “vivere” avendo come punto di riferimento la tutela del singolo nel contesto sociale.
Il professor Palmieri aveva ben chiaro che il pensiero di pochi doveva essere messo a disposizione di tutti, e che al tempo stesso si imponeva avere il contributo di tutti gli operatori del settore per ulteriormente progredire; così nel 1979, nel corso della sua docenza all’Università di Camerino, fonda la rivista “Medicina Legale Quaderni Camerti”, specificando nel primo editoriale che la rivista nasceva per consentire a tutti, soprattutto ai giovani medici legali, di portare il loro contributo all’evoluzione della nostra disciplina.
Nel perseguire questa sua “missione”, di assoluta rilevanza è stato il contributo all’evoluzione della Dottrina medico legale che alla fine del secolo scorso ridefiniva i presupposti della valutazione del danno alla persona; ha fatto parte di quel gruppo di Maestri che hanno costituito punto di riferimento imprescindibile per il Legislatore e la Giurisprudenza.
La Presidenza Simla e il Suo contributo alla Prima Guida Simla
Il professor Palmieri sapeva che la Dottrina sarebbe rimasta sterile se non declinata in ambito pratico e così, alla prima metà degli anni 90’, si fa promotore con altri colleghi del gruppo di studio che porterà all’elaborazione della “Guida Orientativa per la valutazione del danno biologico”; Guida che poi costituirà la base per le successive Linee Guida della SIMLA.
Il prof. Palmieri riconosceva alla SIMLA la funzione di guida scientifica della nostra disciplina e nel 1997 organizzava, ad Ascoli Piceno, il convegno per il centenario della nostra Società Scientifica; nel corso dello stesso anno il professor Palmieri viene eletto presidente della SIMLA.
La sua attività di presidente fu mirata a far assumere alla SIMLA un funzionale ruolo di punto di riferimento delle singole specifiche competenze dell’operare medico legale; tanto al fine di evitare frazionamenti e dispersioni. È in questo contesto che ebbe la lungimirante intuizione di istituire gruppi di ricerca in ambito di valutazione del danno alla persona (GISDAP) e di danno iatrogeno (GISDI).
La sua capacità organizzativa lo porta a ottenere, nel 1999, il primo PRIN assegnato alla Medicina Legale per una ricerca sulla Malpractice medica; progetto di ricerca che vedrà coinvolti 10 istituti universitari su tutto il territorio nazionale. Altro PRIN nel 2003, sulla tematica “Controllo di qualità e responsabilità professionale nelle diverse specialistiche”.
Scienziato e Maestro
Intensa l’attività pubblicistica, che lo vede autore di oltre 500 pubblicazioni nelle quali spesso precorre i tempi trattando di tematiche che sarebbero poi divenute centrali nel dibattito scientifico medico legale; così le monografie su “L’urgenza in medicina legale”, “Le Protesi”, “Le Oncopatie: dalla clinica alla medicina legale”, “Pediatria forense”.
Ho così tratteggiato, con non poche lacune, quello che è stato il contributo del professor Palmieri al progredire della medicina legale; contributo caratterizzato dalla capacità di coniugare un rigoroso approccio metodologico con proiezioni innovative e costante attenzione a quelle che sono le implicazioni etiche dell’operare medico legale.
Chi lo ha conosciuto sa però che il suo maggiore contributo è stato quello dell’insegnamento, non scritto ma vissuto, di un comportamento deontologicamente, eticamente e umanamente improntato al rispetto degli altri.
Grazie professor Palmieri per quanto ci hai generosamente dato
Piergiorgio Fedeli

