Un breve resoconto del Congresso Inter(National) Gruppi Simla tenutosi a Modena nelle giornate del 5, 6 e 7 giugno
A confronto esperti da tutta Europa
Una platea di oltre 400 medici legali,70 relatori specializzati in scienze forensi provenienti da tutta Europa, oltre 200 poster e comunicazioni di giovani specializzandi di altissimo livello scientifico. È semplice spiegare in numeri il successo del IV Convegno Inter(national) di Modena; diventa più articolato, invece, il racconto dei contenuti e delle prospettive espresse da giuristi, esperti di medicina legale e di scienze forensi provenienti da tutto il continente che hanno partecipato all’appuntamento modenese con l’obiettivo di studiare i molteplici aspetti della prova scientifica, un elemento strategico nel dialogo della comunità scientifica con il mondo della giustizia per operare nella ricostruzione dei casi che riguardano i crimini violenti e la loro risoluzione.
In apertura del Congresso, subito spazio all’esplorazione della prova scientifica in ambito giuridico, per poi proseguire nel solco dell’approccio comparativo e internazionale, che ha animato questa edizione, con la condivisione delle modalità con cui lo stesso caso giudiziario può essere affrontato in diversi sistemi giuridici, offrendo, al contempo, spunti preziosi su come la prova scientifica venga integrata nelle dinamiche processuali nei diversi ordinamenti.
La riunione del ECLFM
Momento culminante della tre giorni è stato il Consiglio europeo di medicina legale e forense (ECLFM) con esperti provenienti da contesti accademici e professionali di differenti realtà nazionali che si sono confrontati nel tentativo di delineare le modalità di armonizzazione delle specialità in medicina legale. E poi grande rilievo alle varie sessioni integruppi che hanno visto gli esperti dei gruppi scientifici SIMLA intervenire sui diversi aspetti della disciplina: dalla prova dell’accertamento dei casi di responsabilità professionale sanitaria all’autopsia giudiziaria fino alla raccomandazione a garanzia di una buona pratica forense e alle linee guida e prova in ambito di antropologia e odontologia forense per l’identificazione personale.
Focus sugli approfondimenti relativi alle morti droga-correlate e, nello specifico, sull’interpretazione del dato tossicologico ai fini dell’inquadramento della causa di morte, senza dimenticare gli aspetti che legano genetica forense e mass disaster. Di particolare attualità è stato anche l’incontro relativo alle applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito forense. Chiusura speciale dedicata al dialogo tra i medici legali e il giornalista e scrittore Stefano Nazzi con l’incontro “Scienze forensi, prove e media” moderato dal dott. Franco Marozzi, vicepresidente e responsabile della comunicazione SIMLA.
La medicina legale italiana nel dialogo europeo sulla prova scientifica
“Abbiamo riunito in questo congresso nazionale tutte le specialità medico-legali della nostra Società – sono le parole del Prof. Francesco Introna, presidente SIMLA e ordinario di medicina legale all’Università di Bari durante i saluti istituzionali – per coinvolgerle in un approccio comparativo e internazionale, esaminando il modo in cui lo stesso caso può essere affrontato in diversi sistemi giuridici, grazie al contributo di esperti provenienti da vari Paesi europei”. Un passaggio, quindi, anche sul tema del Congresso: “Il peso della prova scientifica, quando è reale e concretamente realizzata, è fondamentale nel procedimento penale perché costituisce l’avallo su cui l’accusa si può basare oppure può divenire strategica per confutare le indagini”.
La scuola di medicina-legale di Modena
Modena, dunque, riprende la sua posizione di rilievo nel panorama medico legale nazionale. “Il congresso vuole essere il primo di una serie di altre iniziative – ha evidenziato la professoressa Rossana Cecchi, Ordinaria di medicina legale Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – che riportino la Scuola modenese al centro della comunità medico-legale italiana, come storicamente è sempre stato sin dai tempi della direzione del Prof. Francesco De Fazio“.
La prova scientifica in Tribunale
“La prova scientifica in ambito giuridico’ è un tema di assoluta centralità per la medicina legale contemporanea, sempre più chiamata a misurarsi con i criteri di verificabilità, riproducibilità e coerenza epistemologica propri del metodo scientifico”. Parole del dott. Lucio Di Mauro, segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni e delle Scienze Forensi e Criminalistiche, espresse da moderatore nel corso del panel dedicato alla “prova scientifica in ambito giuridico”. “In un’epoca di crescente complessità nella gestione della prova tecnica – ha aggiunto il segretario nazionale SIMLA -, il confronto fra esperti di diversa formazione rappresenta una condizione irrinunciabile per garantire solidità argomentativa e responsabilità istituzionale nell’ambito giudiziario”. Un tema che ha trovato ampia rispondenza da parte dei giuristi.
Il prof. avv. Bartolomeo Romano, Ordinario di Diritto penale nell’Università di Palermo, ha sottolineato che “occorre partire dalla consapevolezza che non vi è più quasi nessuna questione probatoria che possa essere affrontata senza che il diritto si intrecci con le scienze, tra le quali quelle mediche” e che “dunque, il processo, sia quello civile, sia – soprattutto – quello penale, non può fare a meno di indagare su basi rigorosamente scientifiche

