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I “baby case” stanno sparendo ? Lo dice Am Trust

Abstract

Una rilevazione dell’Osservatorio Baby Case di Am Trust Assicurazioni ci informa che il trend di questi casi, certamente i più catastrofici in termini di risarcimento per gli ospedali e le compagnie assicurative italiane, stanno diminuendo in modo impressionante: si sono infatti ridotti del doppio rispetto a 4 anni or sono (e forse anche di più).

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Quando parliamo di bay case di riferiamo a quelle condizioni patologiche nosograficamente collocabili sotto il nome di paralisi cerebrali infantili (cerebral palsy) che sono caratterizzate da disturbi della mobilizzazione e della coordinazione artuale e del tronco più o meno associate a gravi difetti intellettivi nonché a disturbi del linguaggio, della vista, dell’udito ecc…In alcuni casi, piuttosto rari, tali quadri derivano da insulti ipossici cerebrali che si verificano durante l’espletamento del parto possibilmente connessi a insufficiente o errata assistenza medica al parto stesso. Quest’ultima è la casistica a cui ci riferiamo in questo articolo.

Sul sole 24Ore Sanità del 27 ottobre scorso (vai all’articolo) è comparso un pezzo a firma di Emanuele Patrini (Head of Internal Audit di Am Trust Assicurazioni) in cui vengono descritti i rilievi di un osservatorio statistico epidemiologico relativo ai cosiddetti Baby Case promosso dalla suddetta compagnia di assicurazioni.

Da questi dati, ricavati dalla casistica relativa a baby case avvenuti in 170 strutture ospedaliere assicurate da Am Trust negli anni compresi tra il 2010 e il 2020, emerge che si è passati dai 157 sinistri all’anno denunciati per ottenere un risarcimento nel 2015 a soli 57 casi, invece, nel 2020.

Nell’articolo, senz’altro di grande interesse per la rilevanza medico-legale del fenomeno, vengono esaminati, tra l’altro, l’epoca delle denuncia, i trend annuali, il tipo di strutture ospedaliere più interessate e il risk rate ovvero il rapporto tra il costo medio dei sinistri ed il numero medio dei parti che è oggi pari a 233,4 €.

Indubbiamente una buona notizia per le aziende sanitarie e per le assicurazioni che operano in sanità e, soprattutto, se le richieste di risarcimento fossero misura reale dei casi di cerebrale palsy realmente avvenuti, per tutta la sanità italiana.


Qui sotto vi riportiamo una serie di grafici che l’illustrano bene l’andamento del fenomeno

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Figura 1: Numero di baby case (in azzurro) e % di baby case sul totale degli eventi segnalati per anno di notifica (linea blu).

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Figura 2: Numero medio di richieste di risarcimento per baby case per posizione geografica dell’ospedale. La barra in blu (Totale) rappresenta la media generale.

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Figura 3: Andamento del numero medio di sinistri per neonati diviso per anno di notifica.

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Figura 4: Risk Rate per tipologia e localizzazione geografica delle strutture analizzate.

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