Con profondo dolore annunciamo la scomparsa del collega Luigi Mastrogiuseppe, medico veterinario e amico caro a molti di noi.
Luigi era una persona luminosa: il sorriso sempre presente, la disponibilità naturale, l’entusiasmo con cui sapeva coinvolgere chiunque condividesse con lui un progetto o un’idea. Amava profondamente la natura e gli animali, e portava questa passione in ogni gesto professionale e umano. La sua gentilezza, unita a una curiosità inesauribile, lascia in tutti noi un ricordo indelebile.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa quanto abbia dato alla nostra comunità.
Il ricordo che segue, scritto dal Prof. Carlo Pietro Campobasso, Presidente del GIEF, con le testimonianze della Prof.ssa Valentina Bugelli e della dott.ssa Cristina Marchetti, restituisce con profondità il suo percorso professionale e l’impronta umana e scientifica che Luigi ha lasciato in tutti noi.
Ricordo del Prof. Carlo Pietro Campobasso, Presidente del GIEF
La notizia della scomparsa del dottor Luigi Mastrogiuseppe, a 63 anni, lascia un vuoto profondo nella nostra comunità: era un medico veterinario di straordinaria competenza, impareggiabile esperienza e inesauribile passione per la medicina veterinaria forense.
Dirigente Veterinario dell’A.S.Re.M. di Campobasso, con incarico di Alta Specializzazione in “Medicina ed Indagini di Natura Forense”, Luigi aveva conseguito la laurea in Medicina Veterinaria presso l’Università di Milano nel 1989 e successivamente due Master di II livello in “Scienze biomediche, autoptiche, istocitotecnologiche” e in “Tecniche autoptiche, diagnostiche e forensi”.
Ha ricoperto anche l’incarico di Ispettore Micologo presso il Dipartimento di Prevenzione dell’ASREM di Campobasso, dedicandosi con passione alla ricerca e al monitoraggio dei lupi, dei quali studiava comportamento e abitudini predatorie anche attraverso sofisticate strumentazioni video-fotografiche.
L’interesse per la patologia forense veterinaria lo ha portato ad affinare le tecniche di sopralluogo, la documentazione e la repertazione in centinaia di esperienze di campo, approfondendo gli aspetti della tanatocronologia veterinaria e della tafonomia forense. Nel corso degli anni ha maturato una ineguagliabile competenza in tema di predazione, sviluppando una straordinaria padronanza della documentazione fotografica naturalistica, della repertazione e conservazione delle prove di interesse giudiziario e dell’osteologia comparata della fauna selvatica, riconoscendo come pochi il valore e il potenziale delle informazioni desumibili dagli insetti associati ai cadaveri animali.

È stato membro fondatore del GIEF – Gruppo Italiano per l’Entomologia Forense, nel quale ha sempre creduto con forza, entusiasmo e dedizione, continuando fino ad oggi a far parte del Consiglio Direttivo. Il suo contributo è stato fondamentale nella redazione del protocollo italiano per la repertazione degli insetti nelle indagini cadaveriche, poi incluso nella checklist di sopralluogo giudiziario e nelle Linee guida nazionali per le autopsie a scopo forense in medicina veterinaria, pubblicate dal Ministero della Salute nel 2019.
Le sue relazioni congressuali, sempre ricche di rigore, passione, aneddoti e iconografia di straordinaria qualità, hanno avvicinato molti colleghi e studenti al potenziale dell’entomologia forense e alla complessità delle indagini tecnico-scientifiche in ambito veterinario.
Ricorderò sempre il giorno in cui venne a trovarmi nel mio studio presso l’Università del Molise in Campobasso, dove da pochi mesi avevo preso servizio, rivelando una spiccata curiosità scientifica per la medicina legale e le tecniche criminalistiche in generale ma soprattutto per l’entomologia forense. Da quel momento abbiamo vissuto una costante sinergia ed intensa collaborazione in diversi casi di interesse medico legale e di veterinaria forense, perfezionando reciprocamente le nostre conoscenze nelle indagini cadaveriche, su uomo e animale, grazie ad una proficua interazione interdisciplinare. Un rapporto professionale e scientifico poi trasformatosi in una sincera e profonda amicizia che ci ha portato a condividere la nostra esperienza in progetti di ricerca, in corsi Master e Congressi e, soprattutto, nelle attività del GIEF cui il Dr. Mastrogiuseppe non ha mai fatto mancare il suo fondamentale contributo, mosso da una instancabile passione e solida preparazione tecnica e specialistica.
Molti di noi lo ricordano non solo come esperto di altissimo livello, ma come persona capace di avvicinare la scienza con entusiasmo contagioso, unendo alla competenza un’umanità autentica e un coinvolgimento che sapeva trasmettere a tutti.
Il nostro gruppo perde un uomo buono e di grande competenza, un collega appassionato e un amico sincero, che ha saputo unire rigore scientifico, gentilezza e generosità.
Lo ricorderemo sempre con immutata stima e affetto, stringendoci al dolore dei familiari.
È stato un privilegio averlo con noi, come collega, come maestro e come amico.
Ciao, Gigi.

Ricordo della Prof.ssa Valentina Bugelli
Caro Gigi,
Forse il momento richiederebbe un saluto formale, ma noi ci siamo sempre vantati di essere dei “praticoni”, passionisti “di campo”, gente che si sporca le mani e così sarà il mio saluto per te. Vero, appassionato, così come ti ho conosciuto.
Ti ho conosciuto a Pisa, nel 2009 al primo corso teorico pratico di Entomologia Forense e tu, come me tra i discenti, ti sei alzato ed hai chiesto se potevi far vedere alcuni casi tuoi, con un entusiasmo ed una gioia incredibili. Da lì abbiamo sempre lavorato insieme e mai una volta ti ho sentito arrabbiato o stanco. Telefonate fiume in cui partorivi 100 idee al secondo. Scambi infiniti di messaggi e foto sui tuoi ed i miei casi.
Professionista di una competenza incredibile, amico di una lealtà assoluta.
Mi mancherai e ci mancherai, nella disciplina e nel GIEF in cui hai sempre creduto anche nei momenti di difficoltà.
Ti prometto che cercherò di avere almeno un centesimo del tuo entusiasmo.
Ciao Gigi.
Ricordo della Dott.ssa Cristina Marchetti, medico veterinario
Abbiamo imparato tanto, Gigi, dai nostri confronti, più o meno accesi, senza mai essere conflitti. Abbiamo imparato tanto da quello scambio di esperienze, di riflessioni, di idee, che erano il carburante del nostro entusiasmo. Oggi ho perso un amico sincero, un collega competente, un caro, adorabile sprone ad andare al punto.
Oggi la medicina veterinaria ha perso una cassaforte di sapere, chissà se ritroverà mai la chiave.
Ciao Gigi
