Il dottor Crippen e il cadavere senza volto – parte 1
Londra, estate 1910. Cora Crippen sparisce nel nulla. Un’indagine per allontanamento volontario prende all’improvviso una piega inattesa. Inizia così uno dei casi più celebri della storia criminale inglese e il primo grande capitolo nella carriera di Bernard Spilsbury.
La sparizione, la fuga e il mistero della carbonaia
Londra, luglio 1910.
Due ispettori di Scotland Yard, Walter Dew e Arthur Mitchell, bussano alla porta di Albion House. Cercano Hawley Harvey Crippen, un americano che dirige con un socio il centro dentistico Yale Tooth Specialist.
Vogliono sapere dove sia finita sua moglie Cora, meglio nota con il nome d’arte di Belle Elmore, frizzante cantante di vaudeville, di cui non si hanno più notizie da mesi. Gli amici hanno sporto denuncia: Belle è scomparsa da gennaio e le spiegazioni del marito non convincono.

L’uomo che si presenta ai poliziotti non ispira molta fiducia. E’ basso e tarchiato, con baffetti ridicoli e occhi sporgenti e acquosi dietro occhiali d’oro. Crippen si compiace di farsi chiamare “dottore” sebbene il titolo non gli competa, anche se presumibilmente possiede qualche conoscenza di base in campo medico. Da quando ha messo piede a Londra ha vissuto i larga parte grazie alle risorse economiche della moglie.

Davanti ai poliziotti prova a mostrarsi calmo ma le mani nervose, i gesti misurati e lo sguardo sfuggente suggeriscono ben altro. Crippen ammette subito di aver mentito: Belle non è mai tornata in California, né è morta di polmonite come aveva raccontato. Afferma che la donna sarebbe invece fuggita a Chicago con un amante. Spiega di aver inventato la storia per vergogna, temendo di passare per un uomo tradito. In casa, però, ora vive Ethel Le Neve, giovane amante di Crippen, che sfoggia senza remore le pellicce e i gioielli appartenuti alla scomparsa. In quel momento, però, i poliziotti non hanno ancora elementi concreti per sospettare un crimine. Chiedono comunque di poter proseguire le indagini di routine ispezionando l’abitazione della coppia, al numero 39 di Hilldrop Crescent.

L’ispezione iniziale dell’abitazione non porta elementi utili e i poliziotti archiviano il caso come un banale allontanamento. Ma quando, due giorni dopo, Crippen ed Ethel fuggono improvvisamente, per Dew tutto cambia: la fuga improvvisa è la prova che dietro quella storia c’è molto di più.
Scatta così una caccia serrata. Convinta che Crippen nasconda qualcosa, la polizia decide di perquisire a fondo la casa di Hilldrop Crescent. Ogni stanza viene svuotata, ogni armadio smontato. Gli uomini passano al setaccio ogni angolo, pezzo per pezzo. Per due giorni, però, la ricerca non dà risultati.
Ma Dew non è tipo da arrendersi. Tornato per un’ultima, metodica ispezione, decide di controllare anche il deposito del carbone. È lì che nota un dettaglio insolito: una pietra leggermente rialzata rispetto alle altre. La solleva con cautela. Un odore acre e insostenibile di putrefazione lo investe. Con la pala in mano, Dew inizia a scavare. A pochi pollici di profondità, il metallo urta tessuti molli. Quando la pala affonda di nuovo, emergono frammenti di stoffa e resti umani.
Il ritrovamento scuote Scotland Yard. Non si tratta più di una semplice scomparsa: ora c’è un cadavere da identificare. Il 14 luglio viene chiamata sul posto un’équipe di esperti.
Ad aprire la fila è Augustus Pepper, patologo del Home Office, seguito dal chimico Arthur Pearson Luff, dal tossicologo William Wilcox e, fra loro, il giovane allievo del dott. Pepper, Bernard Henry Spilsbury.
Trentatré anni, un curriculum brillante: formazione classica, laurea in scienze naturali, studi di medicina a St Mary’s Hospital, una solida esperienza di laboratorio maturata sotto la guida dei migliori patologi dell’epoca. Per Spilsbury è la prima vera scena del crimine. Entrando nella cantina, si sofferma ad annusare l’aria con attenzione: un’abitudine che diventerà presto uno dei suoi tratti distintivi. E guai, in futuro, a chiunque oserà accendersi una sigaretta in sua presenza su un luogo di delitto.
Sotto il pavimento i tecnici scoprono una fossa di sei per nove piedi. All’interno: una massa informe di tessuti umani in avanzato stato di decomposizione avvolti in un pigiama da uomo. Il corpo è stato mutilato in modo radicale: decapitato, privato degli arti, dei genitali e di ampie porzioni cutanee. E non solo: tutte le ossa sono state accuratamente asportate. Quelli ritrovati sono resti umani cosparsi di calce spenta. Non calce viva — l’ossido di calcio che, reagendo con l’acqua, genera calore e accelera la distruzione dei tessuti — ma calce già idratata. In queste condizioni, l’ambiente alcalino rallenta la decomposizione e contribuisce, paradossalmente, a preservare i frammenti organici.
Insieme ai resti umani, nella fossa viene trovato anche un bigodino, attorno al quale è avvolta una ciocca di capelli ossigenati. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe rivelarsi prezioso per l’identificazione.
Nonostante ciò, quel che resta del cadavere non consente, a prima vista, di stabilire sesso ed età della vittima.

Londra trattiene il fiato. La notizia trapela rapidamente e i giornali si scatenano: quella che sembrava la banale scomparsa di una donna si è trasformata in un caso di omicidio tra i più efferati che la città ricordi.
Nella Londra edoardiana, metropoli di oltre sette milioni di abitanti ma con un tasso di omicidi dieci volte inferiore a quello di New York, un delitto tanto brutale scuote l’opinione pubblica.
Le colonne dei quotidiani rilanciano ogni dettaglio. I titoli si fanno sempre più allarmati. Le edicole vengono prese d’assalto. Scotland Yard risponde con una caccia all’uomo senza precedenti: volantini ovunque, appelli pubblici, agenti mobilitati e perfino una ricompensa per chi può fornire notizie utili ad acciuffare i fuggitivi. La caccia a Crippen e alla sua amante è il caso del momento e le loro fotografie campeggiano sui giornali.
La tensione cresce di ora in ora. Ma un enigma resta al centro di tutto: chi è la vittima sepolta sotto il pavimento della carbonaia?
Fine prima puntata — Nella prossima: I veleni, la cicatrice, l’inseguimento transoceanico. Come il giovane Bernard Spilsbury cambierà il volto della medicina legale.
