Con tristezza e profonda commozione comunichiamo che il Prof. Fabio Buzzi, Ordinario di Medicina Legale dell’Università di Pavia, ci ha lasciato.
Uomo di singolare intelligenza, passione e umanità, ha dedicato la sua vita alla ricerca, all’insegnamento e alla formazione di intere generazioni di studenti e professionisti. Chi lo ha conosciuto ne ricorda non solo il rigore scientifico e la straordinaria competenza, ma anche la capacità unica di ispirare chi gli stava accanto con gentilezza, dedizione e un’ironia sottile e insopprimibile. Ed è proprio nel rispetto di questo spirito ‘graffiante’ che cercheremo di evitare un ricordo agiografico, pur sapendo che l’emozione del momento ci porterà, inevitabilmente, a sfiorare la retorica che accompagna ogni circostanza luttuosa.
La produzione scientifica
Negli ultimi anni della sua vita attiva abbiamo avuto con lui un’intensa e feconda frequentazione, fino a quando, nel 2015, le conseguenze di un ictus cerebri lo costrinsero a interrompere quella che era stata la sua frenetica e instancabile attività accademica nel nostro ambito disciplinare.
La figura del Prof. Buzzi è ben nota a tutti nel panorama della medicina legale italiana: autorevole e appassionata, capace di unire rigore metodologico, concretezza operativa e una vivacità intellettuale quasi vulcanica. Ogni confronto con lui si trasformava in un’occasione di approfondimento; ogni discussione si accendeva della sua energia lucida e diretta, sempre orientata alla ricerca di soluzioni anche nelle tematiche più complesse.
La sua produzione scientifica è vasta e di grande rilievo.
Basti ricordare le Linee guida per la valutazione medico-legale del danno alla persona in ambito civilistico, pubblicate sotto l’egida della SIMLA nel 2016, opera che egli promosse e curò con instancabile determinazione. Chi vi ha lavorato sa bene che senza il suo impulso quell’opera non avrebbe mai visto la luce.
La sua attività editoriale ha inoltre affrontato temi classici e moderni della valutazione del danno alla persona — come La valutazione medico-legale dei deficit olfattivi, Il danno alla persona da compromissione della capacità lavorativa, e la nota Guida alla valutazione psichiatrica e medico-legale del danno biologico di natura psichica — nonché argomenti complessi e delicati, testimoniati dalle monografie Medicina legale e sofferenza fisica e morale e La procreazione medicalmente assistita. Opere che rivelano un pensiero solido, innovativo, capace di affrontare ambiti difficili con equilibrio e profondità.
Alla sua attività scientifica si affianca il ruolo, svolto con altrettanta passione, di direttore della Rivista Italiana di Medicina Legale e del Diritto in Campo Sanitario, che contribuì a rendere un autorevole luogo di confronto culturale e professionale.
Il suo entusiasmo e la sua capacità organizzativa furono inoltre alla base della fondazione dell’AMPA e della FAMLI, delle quali fu anche presidente, promuovendo convegni, iniziative e progetti editoriali orientati alla pratica medico-legale.
Il suo entusiamo
Ma lo studioso era, come detto, inseparabile dall’uomo: disponibile, diretto, dotato di un entusiasmo contagioso. Chi ha lavorato con lui ricorda la sua straordinaria capacità di rendere chiaro un problema complesso, la sua attenzione per le diverse opinioni, il modo in cui sapeva portare nella quotidianità professionale la convinzione che la medicina legale non fosse mera tecnica, ma una responsabilità da esercitare con rigore deontologico, morale e nel massimo rispetto della dignità umana. Era un collega capace di coinvolgere, stimolare, far crescere; la sua presenza lasciava sempre un segno in ogni incontro che abbiamo avuto la fortuna di avere con lui.
Nel commemorarlo, vogliamo rendere omaggio al Maestro che ha dato un contributo determinante alla nostra disciplina con le sue idee, il suo studio, il suo impegno costante e, soprattutto, con quella forza interiore che lo ha sempre contraddistinto.
