La Direzione Centrale Salute e Prestazioni di disabilità Coordinamento Generale Medico Legale dell’INPS ha emanato il 23 aprile scorso, il messaggio n. 1377 avente per oggetto: Coordinamento tra la riforma della disabilità e la disciplina delle politiche in favore delle persone anziane. Articolo 28, comma 7, del decreto legislativo n. 29/2024, come modificato dall’articolo 4, comma 4-quater, del decreto-legge n. 19/2026, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 50/2026.
- Chi sono i soggetti interessati dai 70 anni in avanti
- Il “passaggio” alla valutazione multidimensionale non è immediato
- La regola decisiva: fino al 31 dicembre 2027 restano le procedure previgenti
- Cosa significa per le valutazioni di invalidità civile presso le ASL
- Differenza tra province sperimentali e non sperimentali
- In sintesi operativa
- Il Messaggio n. 1377 INPS
- Un commento
Veniamo a proporre una sintesi di tale provvedimento:
Il documento chiarisce il coordinamento tra la riforma della disabilità e la disciplina sulle persone anziane, in particolare per gli ultrasettantenni che chiedono il riconoscimento dell’invalidità civile, della legge 104/1992 o di altre misure statali collegate alla disabilità.
Il punto centrale del provvedimento è il seguente: per “alcuni” soggetti dai 70 anni in su non si applica subito il nuovo sistema della riforma della disabilità, ma continuano ad applicarsi le procedure precedenti, cioè quelle con valutazione sanitaria presso le Commissioni Mediche ASL integrate da medico INPS, salvo nei casi in cui esista una convenzione che concentri, al contrario, gli accertamenti presso l’INPS stessa.
Chi sono i soggetti interessati dai 70 anni in avanti
La regola riguarda le persone anziane che hanno compiuto 70 anni e che presentano congiuntamente queste condizioni:
- hanno almeno una patologia cronica;
- si trovano in condizioni cliniche caratterizzate da una progressiva riduzione delle normali funzioni fisiologiche;
- tale riduzione è suscettibile di aggravarsi con l’invecchiamento e può determinare un rischio di perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali della vita quotidiana;
- nella valutazione possono essere considerate anche le condizioni sociali, ambientali e familiari della persona.
Il “passaggio” alla valutazione multidimensionale non è immediato
Il decreto legislativo n. 29/2024 prevede una nuova procedura chiamata valutazione multidimensionale unificata, destinata alle persone anziane ultrasettantenni per l’accesso alle prestazioni di invalidità civile e ai servizi sociali e sociosanitari attraverso i PUA — Punti Unici di Accesso, collocati presso le strutture del SSN, in particolare le Case della comunità.
Tuttavia, il messaggio INPS chiarisce che questa nuova procedura entrerà in vigore:
- dal 1° gennaio 2027, in via sperimentale, solo nei territori individuati da apposito decreto ministeriale;
- dal 1° gennaio 2028, su tutto il territorio nazionale.
Di conseguenza, fino al completamento di questo passaggio, continua ad applicarsi il sistema precedente.
La regola decisiva: fino al 31 dicembre 2027 restano le procedure previgenti
Il passaggio più importante è quello relativo all’articolo 28, comma 7, del decreto legislativo n. 29/2024, come modificato nel 2026. La norma stabilisce che non oltre il 31 dicembre 2027, anche nei territori dove è partita la sperimentazione della riforma della disabilità, continuano ad applicarsi le norme e procedure vigenti per l’accesso alle misure statali, incluse quelle previste da:
- legge n. 104/1992;
- legge n. 118/1971 sull’invalidità civile;
- legge n. 18/1980 sull’indennità di accompagnamento.
In termini pratici: l’anziano ultrasettantenne con patologia cronica e quadro ingravescente non viene ancora assorbito automaticamente nel nuovo percorso della riforma, ma resta nel percorso ordinario/previgente di accertamento sanitario.
Cosa significa per le valutazioni di invalidità civile presso le ASL
Per gli ultrasettantenni interessati, soprattutto nelle province coinvolte nella sperimentazione della riforma della disabilità, dal 1° giugno 2026 il procedimento deve seguire le modalità già indicate nella circolare INPS n. 42 del 17 febbraio 2025. Il percorso è questo:
- Certificato medico introduttivo
Il medico redige il certificato medico introduttivo, necessario per avviare il procedimento. - Domanda amministrativa
Il certificato deve essere abbinato alla domanda amministrativa di accertamento sanitario per invalidità civile, cecità, sordità, sordocecità, legge 104/1992 e legge 68/1999.
La domanda deve essere presentata dall’interessato o tramite intermediario autorizzato entro 90 giorni dal rilascio del certificato medico introduttivo. - Accertamento sanitario presso la Commissione ASL
La valutazione sanitaria viene svolta dalle Commissioni Mediche delle ASL, competenti per territorio, integrate da un medico INPS. Queste commissioni sono indicate come CMI. - Possibile eccezione: accentramento presso INPS
Se esiste una convenzione tra INPS e ASL/Regione, l’accertamento può essere accentrato presso l’INPS, secondo il sistema indicato come C.I.C. - Validazione INPS
L’INPS deve validare l’esito dell’accertamento svolto dalla Commissione entro 60 giorni. - Verbale e prestazione economica
Il verbale viene trasmesso all’interessato e, se ne ricorrono i presupposti, viene riconosciuta la prestazione economica in base alla percentuale di invalidità accertata.
Differenza tra province sperimentali e non sperimentali
Il messaggio distingue due situazioni.
Nelle province interessate dalla sperimentazione della riforma della disabilità, per gli ultrasettantenni con i requisiti sopra indicati si continua comunque ad applicare la procedura previgente, quindi con accertamento da parte delle Commissioni ASL integrate da medico INPS, almeno fino al limite temporale previsto.
Nelle province non interessate dalla sperimentazione, invece, il documento precisa che le procedure precedenti continuano ad applicarsi per tutti i richiedenti, indipendentemente dall’età.
In sintesi operativa
Per i soggetti dai 70 anni in avanti, la valutazione per invalidità civile “alle ASL” si determina così:
- devono avere almeno 70 anni;
- devono avere almeno una patologia cronica;
- devono presentare un quadro clinico-funzionale progressivo, con rischio di perdita dell’autonomia;
- fino all’effettiva entrata in vigore della valutazione multidimensionale per anziani, resta applicabile la procedura previgente;
- nelle province sperimentali della riforma della disabilità, dal 1° giugno 2026 la domanda segue il percorso tradizionale: certificato medico, domanda entro 90 giorni, Commissione Medica ASL integrata da medico INPS, validazione INPS entro 60 giorni, verbale finale;
- la nuova valutazione multidimensionale unificata per anziani partirà dal 1° gennaio 2027 solo in via sperimentale nei territori individuati, e dal 1° gennaio 2028 a livello nazionale.
Il messaggio servirebbe quindi a evitare un vuoto o una sovrapposizione tra riforme: per gli ultrasettantenni fragili, cronici e a rischio di perdita di autonomia, il nuovo sistema non sostituisce subito l’accertamento ASL/INPS dell’invalidità civile; fino alle date indicate, resta valido il sistema previgente.
Il Messaggio n. 1377 INPS
Qui potete scaricare l’intero documento:
Un commento
Questa “novità” era nell’aria e certifica una volta di più le difficoltà, almeno nell’attualità, nell’attuazione della riforma con il passaggio dall’invalidità civile al nuovo concetto di disabilità introdotto con la Legge 22 dicembre 2021, n. 227.
Stava peraltro nelle fosche previsioni dei medici legali di SIMLA e COMLAS che parteciparono al Tavolo Tecnico ministeriale del 2023 ove per molti era evidente che sarebbe stato assai difficile per le strutture dell’INPS sopportare il peso delle novità introdotte dalla Legge.
A fronte di questa nuovo editto, la prima impressione è che, come accade spesso nel nostro stivale, valga sempre il detto – gattopardesco – del nipote del Principe di Salina, Ranieri Falconeri ovvero che “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi“.
Ma in realtà il problema è molto più grave perché vi è veramente l’impressione che la riforma non riesca a decollare tra rinvii e questo ritorno al passato sia come personale esecutivo, sia come modalità di concessione di benefici che la normativa intendeva abolire.
Che succederà ora? E cosa accadrà in futuro? Una storia tutta da scrivere che ha però, sempre sullo sfondo, la necessità di chiarire più che al sistema ai cittadini di questo Paese se verrà o meno garantita una copertura tecnica e di efficienza ad un sistema di sicurezza sociale indispensabile per tutti coloro che sono portatori di disabilità.
