Bernard Spilsbury e il caso “Bride in the Bath”.
Puntata 4 – Il cerchio si chiude. Quando il passato diventa prova
Prima di arrivare in aula bisogna smontare l’uomo e ricostruire il personaggio. Chi è davvero George Smith? Quante donne ha ingannato? E cosa racconta il suo passato?
Londra 1915
Quel che è certo è che George Smith ha vissuto molte vite. O almeno, ne ha interpretate molte. George Joseph Smith, John Lloyd, Henry Williams: nomi diversi per lo stesso volto, identità intercambiabili usate come maschere, ognuna costruita con cura per conquistare la fiducia di una donna e poi sparire, lasciandosi dietro debiti, dolore e, nei casi peggiori, cadaveri in una vasca.
Una volta compreso il modus operandi, Neil e Spilsbury sanno bene che il raggio delle indagine deve essere allargato. Il rischio è che Smith venga processato per un solo omicidio nell’indisponibilità di testimoni o di prove dirette: un rischio troppo alto per la pubblica accusa. Servono le prove di un disegno coerente e queste ora non possono che essere ricercate nel passato di Smith.
Le indagini si estendono. La stampa fiuta lo scandalo e si scatena. Tutti i giornali pubblicano le fotografie delle tre donne morte e del loro marito. L’opinione pubblica vuole sapere chi è quest’uomo che cambia nome come cambia moglie. La verità, però, non si svela tutta insieme. Affiora lentamente, in un mosaico fatto di racconti, documenti, volti dimenticati.
Alice Reavil: il primo segnale
È la notizia dell’esumazione di Bessie, insieme alla foto del presunto marito, a dare il via alla catena: Alice Reavil si presenta alla polizia. Dice che quell’uomo non si chiama Henry, ma Charles Oliver James ed è suo marito. Si erano conosciuti nel settembre 1914 a Bournemouth e sposati il 14 settembre a Plumstead: esattamente 9 mesi dopo la morte di Alice Burnham e 3 mesi prima di quella di Margaret Lofty.
Dopo il matrimonio lui le aveva chiesto tutti i risparmi e poi, con la scusa di una passeggiata a Brockwell Park, l’aveva abbandonata su una panchina. Al suo rientro a casa ad attenderla c’è una lettera: Charles dice di essere partito per Halifax e promette una nuova vita insieme. In realtà le ha portato via tutto ciò che possedeva e di lui non avrà più notizie.
Edith Pegler: la moglie dimenticata
La stampa colpisce ancora. Da Bristol arriva una nuova testimonianza: Edith Pegler riconosce in quell’uomo suo marito, sposato nel 1908. Edith è una donna semplice, concreta. Racconta di averlo conosciuto rispondendo a un annuncio per un posto da domestica. Lui l’aveva assunta, corteggiata e in poche settimane le aveva proposto di sposarla. Il matrimonio avviene il 30 luglio 1908. Lui si presenta come George Joseph Smith, laureato.
Ma la loro vita insieme è un’illusione. George sparisce spesso, dicendo di dover viaggiare per lavoro. Nell’estate del 1910 si assenta per cinque settimane, proprio nel periodo in cui sposa Bessie Mundy. Nel 1912 apre un negozio a Brislington e poi riparte. Scrive ad Edith che è diretto in Canada. In realtà si trova a Herne Bay con Bessie. Dopo la morte di quest’ultima, torna da Edith, raccontando di aver guadagnato mille sterline. Con quei soldi compra e rivende immobili, senza successo.
Nel settembre 1913 scompare di nuovo. È in questo periodo che conosce Alice Burnham. Dopo la sua morte, riappare a Natale, come se nulla fosse. L’anno seguente il copione si ripete: sparisce, torna, e nel frattempo si sposa con Alice Reavil. A dicembre 1914 si allontana ancora per “lavoro”: è questo il momento del matrimonio con Margaret Lofty. L’uomo torna dalla “moglie per Natale poi continua ad assentarsi per brevi periodi finchè il 1° febbraio 1915 esce per l’ultima volta. Edith non saprà più nulla fino a quando non vedrà la sua foto sui giornali. Edith non sospettava nulla. Con lei, dice, Smith non hai mai mostrato interesse per le vasche da bagno.
Alla fine quel che appare è che Edith rappresentava la “moglie stabile”, mentre le altre — Alice, Bessie, Margaret — appartenevano a un’altra classe sociale: donne della middle class, con un piccolo patrimonio e una vita rispettabile. Esattamente il tipo di bersaglio che lui cercava per i suoi progetti criminali.
Flora Walter: lo schema si ripete
Alla fine di febbraio del 1915 a contattare la polizia è Flora Walter, una giovane sartina. Racconta di aver conosciuto George Smith nel giugno del 1908 a Brighton. Dopo un breve corteggiamento lui le aveva proposto il matrimonio. Lei lascia il lavoro. George le chiede se ha un’assicurazione e insiste perchè lei ritiri i soldi dalla banca. Prima che possa rendersene conto, lui le ha già portato via tutto. Poi la conduce alla mostra franco-britannica a Shepherd’s Bush. Anche lei viene abbandonata. Al suo ritorno a casa tutto è sparito.
Caroline Thornill: l’origine del disegno
Neil decide di seguire fino in fondo la pista della prima moglie: Caroline Thornill. Dopo una lunga attesa, una lettera dal Canada conferma la sua disponibilità a tornare in Inghilterra. Il 30 marzo 1915 sbarca a Liverpool. Qualche settimana dopo il Lusitania verrà affondato da un U-boat tedesco: Caroline è scampata per poco.
Il suo racconto conferma ogni sospetto. Conosce George Oliver Love a Leicester nel 1897. Lui mente sul proprio passato, spacciandosi per ex studente della Milton Industrial School. In realtà, ha trascorso l’infanzia in riformatorio. Si sposano nel 1898 quando lei ha solo 18 anni. George la costringe a rubare per lui, la manipola, la fa finire in carcere più volte. Ogni volta si appropria del bottino, ogni volta sparisce, ogni volta ritorna. Caroline riesce a sfuggire alla presa del marito e si rifugia in Canada.
Sara Falkner: l’ultimo tassello
Ad aprile 1915, un’ultima donna si presenta alla polizia dopo aver riconosciuto la foto che campeggia sui giornali. Sara Falkner ha conosciuto un uomo che si faceva chiamare George Rose a Southempton nel giugno del 1909. Anche lei viene rapidamente conquistata, sposata e derubata. Lui le prende tutto, la lascia davanti alla National Picture Gallery e sparisce. È lo stesso schema di Alice Reavil e Flora Walter.

Verso il processo
George Smith non è solo un uomo che ha ucciso tre mogli. E’ un uomo che ha pianificato, ripetuto, perfezionato un copione di morte. Ed è su quel copione che, adesso, si costruisce l’accusa.
Nella prossima puntata:
In aula. La scienza contro il crimine.
